Il Contenuto

1 LA MIFID: CONTESTO ED OBIETTIVI

Il 1° novembre 2007 è entrata in vigore la direttiva MiFID (Market in Financial Instruments Directive - 2004/39/CE) che ha inciso significativamente sul funzionamento dei mercati finanziari e dei servizi d’investimento.

La MiFID, che sostituisce la direttiva 93/22/CEE relativa ai servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari (c.d. ISD), ha introdotto nuove regole per rendere ancora più trasparenti i rapporti fra cliente e banca a tutela degli investimenti della clientela.

2 MIFID: QUALI I PRINCIPALI EFFETTI SULLA RELAZIONE CON I CLIENTI

La MiFID pone obbligo alle imprese di investimento di:

Classificare i propri clienti sulla base di criteri definiti, e di assolvere, in funzione della classificazione risultante, a specifiche disposizioni nei confronti di ciascun cliente.
Comunicare alla propria clientela informazioni sull’impresa di investimento ed i relativi servizi, sugli strumenti finanziari e sulle strategie di investimento proposte, sui costi e gli oneri connessi, al fine di assicurare la ragionevole comprensione all’investitore della natura e dei rischi connessi ad una operazione finanziaria.
Ottenere il consenso dei propri clienti in relazione ad alcuni requisiti (i.e. in materia di strategia di esecuzione degli ordini), in funzione anche della categoria di appartenenza del cliente.

3 LE PRINCIPALI NOVITA’ INTRODOTTE DALLA MIFID

3.1 CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA

La MiFID individua tre categorie di clienti (professionali, qualificati, al dettaglio ) a ciascuna delle quali è associato un diverso livello di protezione che le imprese di investimento sono tenute a garantire. In particolare:

Clienti professionali (professional), ovvero clienti che possiedono l’esperienza, le conoscenze e la competenza necessarie per prendere le proprie decisioni in materia di investimenti e valutare correttamente i rischi che assumono.
Controparti qualificate (eligible), individuate puntualmente dalla normativa in un sottoinsieme di clienti professionali che costituiscono controparti qualificate in sé.
Clienti al dettaglio (retail), ovvero clienti individuati in via “residuale” in quanto non appartenenti alle precedenti categorie.
La Direttiva MiFID accorda il massimo livello di protezione nei confronti della clientela al dettaglio.
I clienti possono, nel rispetto delle previsioni normative, richiedere una modifica della propria categoria di classificazione, con la variazione del livello di protezione che ne consegue.

3.2 OBBLIGHI INFORMATIVI VERSO LA CLIENTELA

La MiFID obbliga le imprese di investimento a fornire alla clientela informazioni appropriate e tempestive, così che possa comprendere la natura e la portata dei servizi e dei prodotti offerti, nonché dei rischi associati. In tale ottica, le imprese sono tenute a:

Valutare, relativamente al servizio di consulenza in materia di investimenti ed al servizio di gestione del portafoglio nei confronti della clientela al dettaglio e professionale, l’adeguatezza rispetto al profilo del cliente (con riferimento, in particolare, agli obiettivi di investimento ed alla situazione finanziaria).
Valutare l’appropriatezza del servizio proposto alla clientela al dettaglio in relazione al relativo livello di esperienze e conoscenze dei mercati e degli strumenti finanziari.
ESECUZIONE DEGLI ORDINI DELLA CLIENTELA
La MiFID introduce l’obbligo per le imprese di investimento di adottare tutte le misure ragionevoli per ottenere il miglior risultato possibile per i propri clienti allorché eseguono un ordine, prendendo in considerazione elementi quali il prezzo, i costi, la rapidità e la probabilità di esecuzione, etc. A tal fine, ciascuna impresa si deve dotare di una strategia di esecuzione degli ordini ed ottenere al riguardo il consenso preliminare dei propri clienti.

4 RIFERIMENTI NORMATIVI


DIRETTIVA 2004/39/EC del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 relativa ai mercati degli strumenti finanziari (che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE e che abroga la direttiva 93/22/CEE);
DIRETTIVA 2006/73/CE del 10 agosto 2006 recante modalità di esecuzione della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i requisiti di organizzazione e le condizioni di esercizio dell’attività delle imprese di investimento;
REGOLAMENTO (CE) N. 1287/2006 del 10 agosto 2006 recante modalità di esecuzione della direttiva 2004/39/CE per quanto riguarda gli obblighi in materia di registrazioni per le imprese di investimento, la comunicazione delle operazioni, la trasparenza del mercato e l’ammissione degli strumenti finanziari alla negoziazione.
Ulteriori documenti relativi al recepimento della Direttiva MiFID nell’ordinamento italiano:
4.1. D. Lgs. 17 settembre 2007, n. 164 “Attuazione della direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari”.
4.2. Nuovo “Regolamento Intermediari” adottato dalla CONSOB con delibera n. 16190 del 29 ottobre 2007.
4.3. Nuovo “Regolamento Mercati” adottato dalla CONSOB con delibera n. 16191 del 29 ottobre 2007.
4.4. Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) – in attesa di emanazione
4.5. Nuovo Regolamento congiunto della Banca d’Italia e della Consob, ai sensi dell’art. 6, comma 2-bis, del Testo Unico della Finanza.